Simulacri o teatri

Inventario

In ogni data istante barlume
di giornata, si cela, anniversario
noto ignoto la ricorrenza infame
l’oscura moda riapparsa lo scenario
della gioia e dell’ultima gloria,
come perenne aperto ad inventario
dei relitti dello scorrere del fiume.

(4 agosto 2016)

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Dalla calura

Il giorno di Natale, dai nostri morti,
invaso dalla luce dell’Agrò,
e dei fiori selvatici, nell’aria
sua dalla calura sorti,
e della rinascita con noi,
e d’altro, l’altro che non so.

(25.12.2018)

Fosse

geometra delle nebbie, mensor tenebrarum,
frumentario fallito, ammassa in fosse
il bianco freddo, l’acqua impietrita delle nevi
sotto castagni inospiti, l’origano spicciato
ad Occidente, innalza un vano sguardo
alle poiane discendenti alle fontane,
all’uomo al passo, alle ombre sempre brevi

(27 Giu 2019)

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Misure

Dover annullare le misure
tutte del tempo, minuti secondi
mesi secoli anni
ore settimane,
null’altro rimane
che il nudo tempo primordiale
eterno, senza ritorno,
pesante e insistente
macigno presente, il buio
e il chiarore, il giorno col sole
e la notte, con la luna o nessuna
luce, solo l’alba del giorno
che viene, la sera la notte e il giorno
seguente.

(15 novembre 2019)

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Attestazione

Camminando tra i volti dei tanti,
mio padre, Lillo, il giovane
Massimiliano, nonni, zii,
ciascun compaesano che sorride
o motteggia, mi rassicura
nel senso del coraggio. Così
la voce corposa e corale
dei morti, una voce
tutta soleggiata, non la immagino,
la certifico,
il paesaggio me la attesta, giuro,
da Ciappazzi alla Montagna, al mare,
alle Calabrie del Continente oscuro.

(24 novembre 2019)