(attestazione)*

Camminando tra i volti dei tanti,
Mio padre, Lillo, il giovane
Massimiliano, nonni, zii,
Ciascun compaesano che sorride
O che motteggia, mi rassicura
Nel senso del coraggio. Così
La voce corposa e corale
Dei morti, una voce
Tutta soleggiata, non la immagino,
La certifico, il paesaggio
Me la attesta, giuro,
Da Ciappazzi alla Montagna, al mare,
Alle Calabrie del Continente oscuro.


(misure)*

Dover annullare le misure

tutte del tempo, minuti secondi

mesi secoli anni ore settimane,

null’altro rimane

che il nudo tempo primordiale

eterno, senza ritorno,

pesante e insistente macigno

presente, il buio

e il chiarore, il giorno col sole

e la notte, con la luna

o nessuna luce, solo

l’alba del giorno che viene, la sera

la notte e il giorno seguente.


fosse*

geometra delle nebbie, mensor tenebrarum,
frumentario fallito, ammassa in fosse
il bianco freddo, l’acqua impietrita delle nevi
sotto castagni inospiti, l’origano spicciato
ad Occidente, innalza un vano sguardo
alle poiane discendenti alle fontane,
all’uomo al passo, alle ombre sempre brevi