Il Festival del diritto a Piacenza

Vorrei segnalare il Festival del Diritto, a Piacenza dal 25 al 28 settembre. Presieduto da Stefano Rodotà, credo sia di estremo interesse, qualificando il diritto, la norma , la legge, al di fuori degli schemi dei soliti convegni giuridici,  come un fatto di cultura e socialità. Tra gli ospiti, oltre a Rodotà che ne è il responsabile scientifico, Chiara Saraceno, Livia Pomodoro, Tito Boeri, Luigi Ferrajoli, Gustavo Zagrebelsky, Remo Bodei, Edopardo Boncinelli, Gianrico Carofiglio, Piercamillo Davigo,  Aldo Schiavone, Guido Alpa, Gherardo Colombo, Marco Revelli, Marcello Flores, Livio Pepino. Dalla scheda di presentazione: Il diritto non è un mero apparato tecnico separato e distante dalla vita di ognuno di noi. E’, da sempre, lo strumento privilegiato attraverso cui gli uomini hanno cercato di evitare la violenza e le derive dell’ostilità, assicurando una certa pace sociale e la regolazione dei conflitti. Attraverso il diritto i gruppi umani si sforzano di sostituire alla forza il riconoscimento reciproco, all’arbitrio le regole. Se c’è un’eredità che l’Occidente può legittimamente rivendicare è proprio quella della sua cultura giuridica: sia il diritto romano, che ha costituito una base fondamentale della civilizzazione europea, sia il diritto razionale moderno, fondato sul primato dei diritti fondamentali e sulla limitazione del potere arbitrario attraverso procedure formali. Oggi il fatto che il diritto ci riguardi da vicino è reso ancora più evidente da una serie di trasformazioni che stanno incidendo profondamente nella concreta esperienza quotidiana e nella mentalità diffusa. La globalizzazione da un lato ha ampliato enormemente il ruolo del diritto come strumento efficace per favorire i commerci e le transazioni finanziarie attraverso e al di sopra dei confini degli Stati; ma allo stesso tempo ne ha accresciuto la responsabilità, rispetto ai rischi che l’eccesso mercantile e l’assenza di regolazione pubblica possono rappresentare da tanti punti di vista (ambientali, di sicurezza del lavoro, di tutela dei consumatori, di autonomia della politica, di equità sociale). Ma il mondo globale è anche segnato da conflitti inediti che sembrano mettere in discussione alla radice la legittimità del diritto internazionale, i vincoli costituzionali all’esercizio del potere, i progetti cosmopolitici, i diritti umani ‘presi sul serio’. Ovvero, il diritto pubblico e la tradizione del costituzionalismo si rivelano in crisi, sotto attacco, anche dall’interno del mondo occidentale (basti pensare alla rilegittimazione della tortura). L’altro fronte su cui il diritto contemporaneo è impegnato è quello della bioetica: le opportunità (di cura, procreative, ecc.) messe a disposizione dalla tecnologia aprono ertamente grandi opportunità, ma ancor più grandi dilemmi, che ripropongono con forza il tema della decisione, dei suoi soggetti, e soprattutto della sua fonte di legittimazione. Mettendo in questione anche dati che parevano acquisiti, come quello della laicità degli ordinamenti democratici e della loro natura irriducibilmente pluralistica, che non consente etiche assolute e prevaricanti. Si tratta di contraddizioni che non consentono risposte ovvie, scontate, e che rimettono in primo piano la necessità di una riflessione culturale di ampio respiro all’interno e intorno al diritto. E’ quindi utile, importante provare a progettare un’occasione di confronto pubblico ad alto livello sui problemi attuali della cultura giuridica, che coinvolga i massimi esperti italiani e studiosi di rango internazionale, ma anche economisti, filosofi, politologi ecc. Una discussione che non sia autoreferenziale, ma allo stesso tempo divulgativa e critica, e soprattutto focalizzata sulle questioni reali che la vita sociale pone, agli operatori professionali del diritto e ai cittadini. In questo senso il tema proposto per la prima edizione del Festival di diritto è volutamente generale, ma allo stesso tempo concreto, non accademico: “Questioni di vita”.  Per il secondo anno (2009), si pensa a un tema classico, e allo stesso tempo attualissimo, di cui è sempre più urgente la ridefinizione: “Pubblico/Privato”. ” Per più dettagliate notizie sugli inconri e gli eventi culturali collegati, anche in piazza, potete cliccare qui.