Pubblicato da: enrico de lea | giugno 28, 2016

finestre

Sono gravidi di quelle transumanze dal fascino remoto

gli istanti o i tempi lunghi delle tue finestre,

quelle di pecore impensate sull’asfalto

verso uno stabbio calmo, di prato prossimo al fiume,

ad un altro passaggio, senza furia di tempo,

in cui restiamo, in cui non ci perdiamo.

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