il tuo giorno

(anche il tuo giorno, in questo finire del maggio,
in questo sfinire, come una rinascita)

di questo tuo piacere
che è vivere appieno
vorremmo consacrare,
con la brace fuori la porta
e l’origano come l’incenso,
con la pesca nel vino
e la bocca che ti chiama di nuovo –
sempre sapendo la tua risposta
felice, che risuona nella nostra casa

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