favole anacoretiche/3

(le mappe)

Ho approntato le mappe, per andare
nel dove del non vedere oltre – è stato un fermo-immagine infinito
il tempo tra le case che sbriciolano l’eterno morente
del cavarsi delle acque fino al canneto.
Si muovono corpi memoriali seguendo i segni, le coordinate del mezzogiorno
per non perdersi e restare fissi, dove
è rappresaglia per ogni fatica dell’anno morto avanzato a valle.

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