Pubblicato da: enrico de lea | giugno 5, 2014

SUONO DEL VENTO PRIMO (diario/5-6)

OLYMPUS DIGITAL CAMERAL’individuo-calore dal buio saggia la sorte,
volge da parte il peso del lenzuolo,
si fa leggero nell’aria senza colore,
si rotola, simula da terra come un volo
poi diviene nel fresco l’individuo-chiarore,
cerca oltre sé un noi senza catena e ruolo.
Per tali fatti tace ma sommuove il vento
e si ripete nella luce dell’evento.

Ma presto la forma discendente delle case
non è che la forma sospesa di foglie
che musicano, note di brezza, in alto rase
dalla luce che la collina raccoglie
intera, uno spartito che vibra di pause
d’arenaria e di rivolo nascosto,
di spine in gloria del viottolo avamposto.

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