Pubblicato da: enrico de lea | settembre 29, 2013

CHARYBDIS

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lamor lamorgue lamorgana,

appiedato dai monti della peste
un prospetto una lente vitale
– e malgrado gli inferi dell’acqua – un velo
superficiario, un velo lattiginoso
falso
di fiorami garofali rotonde e ronde
del finale d’espiazione
nel poema,
non a sorpresa certi egèi
flussi della rema
retromontante
retrocalante all’intrasalto
della purificazione
dallo sbandamento – che
fu un sonno, un armento di tonni
come pecore intraviste
sul crinale della nazione
nell’a quei tempi della verità
pescata

**

(flussi di rema per Emilio Villa)

**

Un mio omaggio “creativo” ad Emilio Villa, poeta, studioso, critico d’arte  e traduttore, che ho assai amato. Dall’antologia “AA.VV. – Parabol(ich)e dell’ultimo giorno – per Emilo Villa – a cura di Enzo Campi – DotCom Press edizioni, 2013

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Responses

  1. […] dei misteri eleusini). Diverso è il discorso di De Lea, dove, al di là del folgorante incipit “lamor lamorgue lamorgana” [che sistema e sistematizza sullo stesso asse (paradigmatico?) amore, morte e mito], troviamo […]

  2. Reblogged this on carteggi letterari and commented:

    Spero che agli amici


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