ego

 
I. (ego)

Ego, dirùto dimezzato sordo,
sto nello scuro – scuro scuro ! – e mordo.

II. (chi sogna)

Chi sogna l’insubordine è perduto –
il capitale a schermo, il corpo muto.

III. (voilà)

Voilà, il vuoto delle immagini ha convinto,
qualche orrido sciamano s’è ritinto.

IV. (contro)

Tra canto e scanto ammutolivo, dietro
i lampi notturni – mi sobbalzava il vetro.

V. (falsi riflessi)

Provo a fissarla, dall’alba ad ora tarda:
l’immagine – che guardo – non mi guarda!

VI. (verso Damasco)

Caddi improvviso, per scherzo di natura,
rimodellai una dote da questura
“.

VII.  (Briga, Giampilieri)

L’approdo, assiso Paolo, ha il predicato nei paraggi

dei massi – ed uno al centro della cala dei naufragi!

VIII. (dove)

Mi dissetavo ad un’acqua di ieri,
dispersa coi dispersi, a Giampilieri.

IX. (gnostica)
D’altronde, inferno – unico e secondo –
inferno che s’inferna, resta il mondo.

X. (nos)
Dentro, vagarci, assenze-essenze minerali,
la solita devozione ai fuochi ancestrali…

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