Pubblicato da: enrico de lea | 11 Mar 2013

Sole e lutto (di Josep V. Foix)

foix

Sole e lutto, con che atavica veste,
Sovente attraverso la più nera desolazione,
Il prato trascurato, la montagna tagliente,
E gorghi profondi che mi fermano, astuti.

Dove sono? mi dico. Per quale vecchia terra,
O cielo morto, o mute transumanze,
Pazzo, chiesi? E verso quale stupore di luce
Nascosta, vado con la sconfitta del viandante?

Eterno e solo, m’è presente il paesaggio
Pasciuto del millennio, e non m’è ignoto l’ignoto:
A tutto sono nato; nel deserto più asciutto

O sulla cima innevata, ritrovo un luogo, quello
Del mio vagabondaggio. E Dio in agguato
Per possedermi in tutto. O il diavolo, il tranello.

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