Incerti passi nel paesaggio

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Neanche quest’anno è stata la ventura

D’oltrepassare il mondo della vecchia

Strada provinciale e andare verso l’alto

Sconfessando il cimitero panoramico

 

Io e l’amico dovevamo andare verso

Antichi acciottolati, forse d’età romana,

Sul crinale dei piccoli dorsi montan

iDa decenni divenuti terre ignote

 

Sarà forse, non è stato, all’alba

Mi sono limitato a incerti passi

Della vista nel paesaggio dei padri

E delle madri – i volti incastonati

 

Tra gole e macchie di bagolari

O querce, o, a proprio sopravvissuto

Sfarzo, nelle isole argentee degli ulivi –

L’alba posseduta in via esclusiva

 

Con un mito di luce è stata danza

Della visione e vi ho tracciato volti

Presi da un ergastolo ignoto, da un esilio –

Con le piene essiccate il tempo estinto.

***

“Poesia di strada” – Licenze Poetiche 2010 (Macerata)

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