Pubblicato da: enrico de lea | dicembre 26, 2012

un testo e un quadro -1

(mutamenti nell’uomo del movimento terra)

1.
Spera sempre in una minima
differenza tra il sopra ed il sotto
(gli inferi, ci dicevano, e il terzo giorno), dove
trova che i sassi sono teste levigate, simili
a patate fossili scordate da un repulisti dell’historia patria,
con uno scarto minimo, dal semialto dell’escavatrice
si limita a registrare l’austera contrarietà dell’arco alpino.

2.
Invidia il collega ch’è riuscito a mozzare
perfettamente, a metà, il colle dell’infanzia,
come una mela renetta, solo
per un effetto altro, rispetto all’incarico
assunto, perché s’allarga il paesaggio
e l’alba è tutta sopra gli ulivi,
e non vi crescerà più il muschio,
poco male, persino l’orto
è assicurato per un solitario uguale.
Ma qui nel piano, salvarsi, forse
negli avvallamenti procurati, nelle vene d’acqua
giunte ai corsi celati come un ingombro
dopo la morte delle tessiture.

3.
Non è mai riuscito a star così in alto, prima,
ed a volte gli sembra sulla palta scrivano
i denti del cingolo, scrivano un urlo
sull’argilla disvelata, una preghiera
ché non ingoi, tremenda terra
dello stupro razionale, uomo e macchina, un tutt’uno.
Non lontano annotazioni coglie,
oblìo del semicrescere dei pioppi.

***

Questi versi sono stati premiati nel 2010 al Premio Poesia di Strada – Licenze  Poetiche (Macerata) e hanno formato il tema di un quadro della pittrice Susy Rastelli.

rastelli

 

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