riviste/Le (quartine) # 7-12

(…)

7.
Sperimento l’insonnia come un bene
a parte, mai lo stesso bene del giorno
successivo, per quella sbornia che trattiene
un mondo, parole, segnature del ritorno.

8.
Un piccolo e nodoso codice, o radice,
piuttosto, di una legge di padri luminosi,
brandirlo, onorarlo, contro il falso che dice
solo un presente oscuro, di estimi fallosi.

9.
Dopo – la rima d’un postumo, ripensato prima
consola a torto della vita priva,
plena, pregnata d’artifizio, umore
insano, dell’in prigione che simula festiva.

10.
Nel sogno del mio sonno a volte nuoto,
lenta bracciata nel corso d’acqua scura,
notte che non è notte, è mare vuoto,
la domandina folle di quest”impostura.

11.
Fatemorgane insulse ho superato
o l’insulso fui io, passando il mare ? –
chiedo, nel segno dell’interrogato,
che segna il passo, senza ritornare.

12.
Amare febbri a primavera, nella lingua
delle correnti omeriche e di lampare
placide, ché il calamaro si spera non distingua
l’attrattiva luce nel fresco, al suo imboscare.

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