Pubblicato da: enrico de lea | novembre 21, 2012

riscrivo/Le (quartine)# 1-5

Certo del sangue, del fiume traversato,
a un dopo della manifattura e del telaio,
al deserto capitale, al male edulcorato,
era la piazza ieri, l’essenza del merciaio.

2.
La diaccia architettura ci descrive,
gli spazi vuoti del passato umano,
bureax marciti tra presenze schive,
gente da fuori, scampati, da lontano.

3.
Il ciclico azzardo di Bisanzio grava,
grigia ipoteca sulla civica visione.
non fu solenne il cedere alla fuga
nel lume indenne della possessione.

4.
Sempre in cerchi concentrici si segna
quel perdersi infinito dentro il mondo,
dei padri, delle madri, che non degna
l’epoca, il tempo allo sprofondo.

5.
E non ha luce che dia luce vera
la pienezza del marchio, in un mercato
d’immagini in omaggio, da bottega nera
del corpo umano, affitto o comodato.

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