Pubblicato da: enrico de lea | agosto 15, 2010

versi di Francesco Marotta (da “Impronte sull’acqua”)

ci sono versi scritti

con gli occhi, li

riconosci quando

tornano in superficie

spaiati in

sincronie di vuoto

e all’albero

toccano in sorte

che si fermò alla tua porta

chiedendo ritagli di lacrime

un nome da respirare

crescendo

fino al prossimo cielo,  domani

brucerà a una

fiamma di neve, e lo spazio

del suo ultimo grido sarà

l’orizzonte tra

palpebra e

palpebra

che si restringe nel

l’orbita di fiori di

sale

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