Pubblicato da: enrico de lea | aprile 10, 2010

L’esperienza della poesia (un breve appunto)

“Poiché i versi non sono – come crede la gente – sentimenti, essi sono esperienze”. A suo tempo, arrivai a Rilke ed al suo “Malte” per il luminoso tramite delle traduzioni e degli scritti critici di Giame Pintor, una di quelle meteore intellettuali e morali, la cui scomparsa da giovani (penso a Gobetti, a Michelstaedter, ad Antonia Pozzi, a Furio Jesi) lascia immaginare e rimpiangere un diverso presente.
Leggevo Rilke sulle panchine nei pressi della Batteria Masotto, sul lungomare di Messina, dinanzi all’antica Torre di San Raineri, un asceta d’origine germanica quivi giunto nei primi secoli dell’era cristiana.
Rilke – e la sua prosa, più degli stessi versi – era l’esperienza del mondo attraverso la poesia: il distanziarsi, il trascendere e l’esser dentro, quest’eterna, ciclica oscillazione tra la consapevolezza pratica e comunicativa e la coltivazione-possessione di una voce altra, di una possibilità di altre virtù del linguaggio, che subissasse la lingua dell’utile e della legge. In fondo, credo che quel poco che si riesce a scrivere nasca dal tentativo di ricostituzione di un’unità dell’origine del mondo, franto nella storia e nella sua vicenda. E’, la poesia, giocata sul margine della bellezza, dell’etica e della compresenza di vita e morte, un’esperienza diversa del mondo, di cui si sperimentano i segni ed i fenomeni, per ricostruirne un amoroso e persuaso senso.

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Responses

  1. Forse abbiamo letto Rilke negli stessi anni, e nella stessa traduzione. Per me è stato il poeta della “soglia”. Non solo perché di soglia si parlava nei versi citati sulla cover, ma anche perchè Rilke si situa in quello spazio trasparente e sottile, dove, come dici tu, la morte e la vita si danno insieme. L’addio è “per sempre” (“così viviamo per dir sempre addio”), una forma di fragile eternità concessa alla poesia.
    Leggere quei versi è stato anche per me un primo trascendere, nel cristallo.

    ciao,
    roberta.

  2. ciao Roberta e grazie

  3. che bella sintesi sul come, fonte e luogo di ispirazione personale, possa nascere e formarsi la poesia…

    Buona domenica!

  4. […] di autenticità dell’umano. *** Una precedente riflessione sull’argomento: “L’esperienza della poesia” Share this:CondivisioneFacebookLinkedInTwitterTumblrLike this:Mi piaceBe the first to like […]


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