Pubblicato da: enrico de lea | luglio 18, 2009

(di sguardi, ancora d’aria)

Per catene di sguardi la giornata
mi si fa innanzi e il primo è il tuo:
lo prendo, lo raccolgo, lo proteggo
dentro il mio – e poi sopra ci leggo
la luce di cui sei capace.
Da una via stretta, d’aria,
in lentissima fuga poi m’avvìo.

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Responses

  1. è così che “vanno”, i giorni. Ciao. (Il tuo “cattafiano” – al “mio verso” – lo accolgo e colgo – si direbbe – come un fiore non previsto)
    Giampaolo


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