(ottava quarta – inclemenza)
Disinvoltura ormai mostrano i morti,
nel sonno unica traccia è quella voce
che appena ieri di consigli accorti
mi foderava, in un legno di noce
tratto da luoghi alti, dove sorti
d’oblio ingoio, al sole che mi cuoce.
Da sempre fuori si sfiorano vicende
all’insaputa dell’occhio di chi attende.
(ottava quinta – i termini)
Tra tirannide piena, edulcorata,
e passione dei volti, ingenerosa:
ecco i due termini della spianata
delle macerie, in cui cresce furiosa
siepe di spine od anima stentata,
col deserto di sempre, aria corrosa.
Fuori la storia e il privato momento,
contando i corpi, senza avvertimento.