Stanotte ero davvero il santo
che un tempo mi prefiguravo
dall’alto della collina
che ieri affrontavo.
Dopo la salita furiosa, affranto
ne contemplavo i contorni
limati dai secoli e dai giorni –
là, con la neve del vulcano
e con il sole, ero lontano
eppure quanto avvinto
alle poche voci del paese.
Ascoltavo il silenzio
d’ogni insospettato avo -
preferivo la luce in ombra dei padri
al candore violento delle madri.
In un artificio, del tempo
statuivo la normativa bulla,
ma facendone sempre scempio,
come stanotte, nell’ora fasulla.
(25 marzo 2007)
*p.s. questo testo è già apparso sul blog collettivo www.lapoesiaelospirito.wordpress.com