
E’ appena uscito il mio libro di versi, “Ruderi del Tauro” (Editrice L’Arcolaio, 2009).

E’ appena uscito il mio libro di versi, “Ruderi del Tauro” (Editrice L’Arcolaio, 2009).
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Sanguinava d’amore nel torrente
asciutto, correndo appresso al cane -
rinviene sempre, in gloria del presente,
le ginocchia ferite, rovina sul pietrame.
Nel chiaro che infuriava, un’ombra assente,
pure nel sole, dietro i lini e le persiane -
quale cane rincorra oscuramente
da un assolato d’epoche lontane,
eterno dubbio, non certo è il cane dei parenti,
forse è l’animale di un rapace ammodo,
il piano ragionato dei violenti,
il legale disbrigo d’ogni nodo.
Talora l’aria richiama quel latrare:
oltre il verde morente, apriva al mare.
Pubblicato in scritture poetiche
Disinvoltura ormai mostrano i morti,
nel sonno unica traccia è quella voce
che appena ieri di consigli accorti
mi foderava, in un legno di noce
tratto da luoghi alti, dove sorti
d’oblio ingoio, al sole che mi cuoce.
Da sempre fuori si sfiorano vicende
all’insaputa dell’occhio di chi attende.
(ottava quinta – i termini)
Tra tirannide piena, edulcorata,
e passione dei volti, ingenerosa:
ecco i due termini della spianata
delle macerie, in cui cresce furiosa
siepe di spine od anima stentata,
col deserto di sempre, aria corrosa.
Fuori la storia e il privato momento,
contando i corpi, senza avvertimento.
***
***
(ottava della presenza)
Forse che il pensiero dell’assente,
ossimoro sfibrante di parole,
richiama alla passione pienamente,
oltre le siepi la predica del sole:
in cima al muro la valle del torrente,
nativo e soprastante memoriale
ha pause sempre vive ad ogni estate -
anime nei corpi, donne ricordate.
Pubblicato in scritture poetiche
Qui giacciono i miei cani
gli inutili miei cani,
stupidi ed impudichi,
novi sempre et antichi,
fedeli et infedeli
all’Ozio lor signore,
non a me uom da nulla.
Rosicchiano sotterra nel buio senza fine,
rodon gli ossi i lor ossi,
non cessano di rodere i lor ossi
vuotati di medulla
ed io potrei farne
la fistola di Pan,
come di sette canne
i’ potrei senza cera e senza lino
farne il flauto di Pan,
se Pan è il tutto e
se la morte è il tutto.
Ogni uomo nella culla
succia e sbava il suo dito:
ogni uomo seppellito
è il cane del suo nulla.
Pubblicato in divagazioni, scritture poetiche
(ottava quarta – inclemenza)
Disinvoltura ormai mostrano i morti,
nel sonno unica traccia è quella voce
che appena ieri di consigli accorti
mi foderava, in un legno di noce
tratto da luoghi alti, dove sorti
d’oblio ingoio, al sole che mi cuoce.
Da sempre fuori si sfiorano vicende
all’insaputa dell’occhio di chi attende.
(ottava quinta – i termini)
Tra tirannide piena, edulcorata,
e passione dei volti, ingenerosa:
ecco i due termini della spianata
delle macerie, in cui cresce furiosa
siepe di spine od anima stentata,
col deserto di sempre, aria corrosa.
Fuori la storia e il privato momento,
contando i corpi, senza avvertimento.
Pubblicato in scritture poetiche
Pubblicato in scritture poetiche

Dentro, nel corpo di, nel calco di
calcaree divinità sostantive,
degne del lampo della sparizione,
si decide ora un vento,
la sua seta d’ascesa
da un arco di tribona vicolare.
Questo, quell’altro, sopravvissuto,
monte dei dolori, il postumo
suo ciottolo si slega – era scalone -
all’aria prospettiva.
Dall’idea delle mappe qui si compie
la ventura inclinata dei muri
nella dimenticanza delle luci,
un’onda di diniego dai terrazzi,
specchi in frantumi tra fontane erose.
Pubblicato in scritture poetiche
Al dunque nero del mondo
cui s’impreca, con la pena
mai infera, ma in esso ben assisa
e, pure, solo nell’assenza da esso,
si ritorna alle madri, a quel tacere
cui si cela, alle ripetizioni
da scoperta o illusione, salvi
ad un resurrexit poco dopo le fonti,
destinate dalla speranza
al suo indecifrabile contrario: ci permane
accarezzata da soffi di parole
ogni fronte divenuta marmo, irresistibile
alla calce, alla cenere, alla polvere
d’una mano d’esordio che sospenda
il silenzio nella definizione
dell’acqua sorgiva, dell’alphaomega
che sia flusso eterno.
Pubblicato in scritture poetiche
“La crisi e il lavoro, I diritti negati, Le identità perdute, Una vita precaria”
Serata pubblica con:
Moni Ovadia-Regista e attore
Mario Agostinelli-Cons. Reg. Unaltralombardia
Andrea Bordone-Avvocato del lavoro
Jacques Amani-Mediatore culturale della CGIL
martedì 14 aprile 2009 ore 21.00
Palazzo Leone da Perego
Via Gilardelli, 10
Legnano (MI)
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